Hot Pot Speciale Elezioni in Israele

Tecnologia

Una foglia artificiale galleggiante converte l’energia solare in carburante.

Una cella a combustibile solare leggera come una foglia produce monossido di carbonio e idrogeno: può dare più spazio a progetti solari

6333506A 6A12 42FC B022 9215335C80B4
6333506A 6A12 42FC B022 9215335C80B4

Una foglia artificiale abbastanza leggera che utilizza la luce del sole per creare combustibile potrebbe essere usata per mettere fine alla scarsità di terreni disponibili per assorbire l’energia solare, e all’abuso di quelli altrimenti utilizzabili per l’agricoltura (anche se l’agrivoltaico va forte).

Diversamente da quelle fotovoltaiche, le celle solari convertono la luce solare in combustibili anziché elettricità. Da tempo i ricercatori cercano di replicare la fotosintesi nelle piante con un processo sintetico che utilizza anidride carbonica, acqua e luce del sole per produrre carburante. Oggi, tuttavia, la tecnologia esistente è ancora inefficiente o troppo complicata, tanto da essere confinata sulla terraferma, dove lo spazio è limitato.

Una “foglia solare” galleggiante

Erwin Reisner dell’Università di Cambridge e i suoi colleghi hanno sviluppato una cella a combustibile solare realizzata con perovskite di piombo, un tipo di cristallo in grado di catturare l’energia dalla luce. La cellula produce bolle di idrogeno e monossido di carbonio, che possono essere mescolate insieme per formare un combustibile chiamato syngas. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature, e ve lo linko qui.

“È il primo nel suo genere per il combustibile solare”, afferma Reisner. 

Ci sono molti sviluppi significativi anche per il fotovoltaico galleggiante, e abbiamo semplicemente pensato che si potesse fare qualcosa di molto simile anche per i combustibili.

Foglia artificiale

Il prototipo del dispositivo è un quadrato largo 10 centimetri e spesso un millimetro. Nei test condotti sul fiume Cam a Cambridge, ha prodotto idrogeno con un’efficienza dello 0,58% e monossido di carbonio con un’efficienza dello 0,0053%. Secondo Reisner, se confrontato grammo per grammo, le sue prestazioni sono risultate del tutto simili alle attuali celle solari.

Come è fatta questa sorta di ninfea?

Il processo di fabbricazione, che come detto prevede il deposito di un sottile film di perovskite su indio e poliestere rivestito di stagno, è facilmente scalabile, ma ci sono ancora alcuni problemi. Due su tutti, secondo me non di poco conto: primo, l’efficienza deve essere più vicina al 10% per le applicazioni commerciali. Secondo, anche se sono integrati nel dispositivo, i materiali utilizzati nel prototipo potrebbero essere potenzialmente tossici per i corsi d’acqua.

Questo chiaramente non toglie nulla all’importanza della scoperta: questa foglia artificiale, per quanto ancora “acerba”, è una grandiosa proof of concept per futuri dispositivi commerciali.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn