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Ambiente

Un’auto coreana cattura il 95% delle polveri sottili mentre corre

Un filtro in calandra e un raccoglitore sul freno catturano polveri sottili e polvere dei dischi: per ora 2 prototipi in Corea.

Una Kia Carnival nera e verde con la scritta AirFive e il logo KIMM, parcheggiata accanto a un edificio. Polveri sottili
Foto: KIMM / New Atlas

Un’auto può togliere polveri sottili dall’aria mentre percorre la strada? Al Korea Institute of Machinery and Materials (KIMM) di Daejeon dicono di sì, e lo hanno provato su una Kia Carnival e una Hyundai Sonata. La griglia elettrostatica nella calandra ha catturato almeno il 95% delle particelle PM2,5 a 30 km/h, come riporta Tech Xplore. Dietro la pinza del freno, un secondo dispositivo raccoglie la polvere dei dischi.

Come una calandra cattura le polveri sottili senza ventola

La griglia lavora da precipitatore elettrostatico: carica le particelle che entrano e le fa attaccare a delle piastre. In altre parole, il principio del palloncino strofinato che attira i capelli, applicato all’aria davanti al radiatore.

A caricarle sono fibre di carbonio più sottili di un capello, quindi basta poca corrente e si produce poco ozono. In marcia l’aria entra spinta dal movimento dell’auto, senza un ventilatore potente. Da ferma, in un parcheggio con ricarica wireless, il sistema usa la ventola del radiatore che c’è già.

Le PM2,5 sono le particelle più piccole di 2,5 millesimi di millimetro, quelle che arrivano in fondo ai polmoni: la griglia ne trattiene almeno il 95%. Per quelle tra 2,5 e 10 micron la quota sale ad almeno il 99%, a 30 e a 50 km/h. L’impianto tratta circa 1.800 m³ d’aria all’ora per auto, e il consumo di carburante varia di meno dell’1%. Il gruppo è guidato da Bangwoo Han, e il lavoro rientra nel marchio AirFive dell’istituto.

Che cosa succede alla polvere dei freni

Il raccoglitore sta dietro la pinza e intercetta la polvere dove nasce. Pastiglie e dischi, sfregando, caricano le particelle da soli, e il dispositivo sfrutta quella carica senza caricatore né ventola di aspirazione.

Nel ciclo di prova WLTC, il percorso standard con cui si omologano consumi ed emissioni, ha trattenuto 22,2 mg di polvere al chilometro per auto. Sono circa 10 g ogni 450 km. Dal 29 novembre l’Euro 7 fisserà per le auto di nuova omologazione limiti ai freni di 7 mg/km di PM10 (termiche e ibride) e di 3 mg/km (elettriche).

Il confronto richiede prudenza, perché i limiti contano la polvere emessa e il dato coreano conta quella catturata.

2 strade per i freni: sigillarli oppure raccogliere la polvere

A metà settembre abbiamo raccontato il freno in bagno d’olio di Schaeffler. Chiude l’usura dentro una carcassa stagna, quindi le polveri sottili dei freni non escono affatto. Il KIMM sceglie la via opposta e lascia nascere la polvere, che cattura pochi centimetri più in là su freni rimasti quelli di sempre. La soluzione tedesca gira su un’Audi da corsa e quella coreana su 2 auto di serie, quindi in entrambi i casi restano prototipi.

Nel 2025 avevamo spiegato che le elettriche producono meno particolato dai freni grazie alla frenata rigenerativa. A settembre di quell’anno abbiamo verificato i numeri studi alla mano.

Quanto valgono il 95% e l’86% sulle polveri sottili

Il 95% riguarda l’aria che attraversa la griglia. New Atlas precisa che il dato misura un filtro e lascia fuori il calo dell’inquinamento su una strada trafficata. Alla dimostrazione nel parcheggio di Daejeon, raccontata dal Digital Times, un incenso acceso è stato avvicinato alla griglia di un’auto spenta e alimentata via wireless. Le PM2,5 sono scese da 9,8 a 1,4 µg/m³ e le PM10 da 11,4 a 1,4, con le PM1 passate da 8,7 a 1,3 e un’efficienza media dell’86%.

Il raccoglitore dei freni, secondo New Atlas, in uno studio con revisione ha trattenuto in media circa il 61%. Nessun prezzo è stato comunicato e mancano frequenza di pulizia e costi di manutenzione. I colloqui di trasferimento tecnologico riguardano, secondo il Digital Times, aziende della depurazione dell’aria, mentre Hyundai e Kia compaiono come marchi delle 2 auto di prova.

I numeri della ricerca sul raccoglitore dei freni

Pubblicazione: Chaeyeon Jo e colleghi, «A charger-free electrostatic precipitator for collecting triboelectrically charged brake wear particles», Tribology International (2026). Lo studio riguarda il raccoglitore dei freni; i dati sulla griglia vengono dalle prove dell’istituto riportate dalla stampa.

Freni: 22,2 mg/km per auto nel ciclo WLTC, circa 10 g su 450 km.

Griglia: almeno 95% su PM2,5 e almeno 99% su PM2,5-10 a 30 e 50 km/h, circa 1.800 m³/h per auto, consumo di carburante entro l’1%.

Veicoli di prova: Kia Carnival e Hyundai Sonata.

Dal parcheggio di Daejeon alla strada: tempi e ostacoli

Orizzonte: medio, 3-7 anni (stima nostra, il KIMM non ha annunciato date).

Ostacoli: prove su strada e durata nel tempo ancora da fare; pulizia e manutenzione senza dati; nessun costruttore auto coinvolto.

Chi ne beneficia per primo: dipende dal partner industriale che ancora manca; la direzione del KIMM parla di estendere la tecnologia a stazioni della metropolitana, grandi magazzini, centri commerciali e cinema.

Costo e limite: prezzo non comunicato, e il 95% vale per l’aria che passa nella griglia.

A 22,2 mg al chilometro, un’auto che ne percorre 10.000 in un anno arriva a circa 222 g di polvere nei raccoglitori dietro le pinze. Qualcuno dovrà svuotarli e smaltire quella polvere, e il KIMM non ha ancora detto ogni quanto né a quale costo. Le polveri sottili tolte all’aria devono finire da qualche parte, e per ora nessuno ha detto dove.