Quanto costa evitare l’elettricista? Se ve lo state chiedendo per il fotovoltaico di casa, la risposta potrebbe passare per un sistema di accumulo che si monta come una libreria componibile: un pezzo si aggancia all’altro con un click, senza cacciavite né tecnico specializzato da chiamare. Si chiama Nexis, ed è il nuovo sistema di batteria modulare per il residenziale che l’azienda SolarEdge ha presentato in questi giorni.
Ogni modulo aggiunge 4,9 kWh di capacità e 3,5 kW di potenza. Se ne possono impilare fino a quattro per stack, arrivando a 19,6 kWh, e fino a quattro stack per inverter: il totale, con tre inverter per sito, tocca i 235,2 kWh che vi scrivevo su. Un numero che a quel punto, va detto, riguarda più le installazioni commerciali di taglia grande che il tetto di una villetta media.
Come funziona l’accumulo solare modulare senza cavi
In pratica, il sistema separa inverter e batteria come due Lego che si parlano da soli. L’inverter Nexis è ottimizzato in corrente continua, con un’efficienza dichiarata del 99%, e gestisce sia impianti solo fotovoltaici sia impianti con accumulo abbinato. Ogni blocco batteria ha il proprio modulo di potenza interno: significa più ore di backup e meno perdite di sistema, secondo l’azienda. Le celle sono al litio ferro fosfato, con protezione termica cella per cella, e la garanzia dichiarata è di dieci anni.
Negli Stati Uniti, installare un accumulo di taglia importante spesso richiede l’aggiornamento del quadro elettrico di casa: un lavoro che può costare tra 1.380 e 3.680 euro (1.500-4.000 dollari), a seconda dell’impianto esistente. SolarEdge ha progettato Nexis proprio per evitarlo, restando sotto le soglie che fanno scattare l’obbligo.
Non lo scrivono come il pregio principale del prodotto, ma secondo me lo è.
Il sistema in numeri
Produttore: SolarEdge Technologies. Sistema: Nexis (inverter + batteria modulare).
Dati chiave: modulo batteria 4,9 kWh/3,5 kW, fino a 4 moduli per stack (19,6 kWh/13 kW), fino a 4 stack per inverter (78,4 kWh), fino a 3 inverter per sito (235,2 kWh). Inverter da 3,84 a 13 kW, efficienza 99%. Garanzia 10 anni, certificazione UL e IEC.
Quando arriva la batteria modulare in Italia?
SolarEdge parla di roll-out entro il 2026, senza specificare i mercati, però. Il comunicato originale non nomina l’Europa nemmeno una sola volta: dimodoché chi legge da qui resta con la domanda in mano. In Italia il tema dell’accumulo solare domestico è già caldo, complice un mercato che a livello globale ha da poco sorpassato tutte le altre fonti. Ma tra un annuncio e uno scatolone che arriva a Napoli passa sempre più tempo di quanto promettano i comunicati stampa.
Nel frattempo, altri approcci all’accumulo si muovono su strade parallele: in Olanda si sperimenta con batterie ferro-aria da 100 ore, pensate per la rete più che per la singola casa. Il litio di SolarEdge gioca un’altra partita, quella della semplicità di installazione. E se pensate che il litio sia già la soluzione definitiva, ricordatevi che esistono anche le batterie che durano 50 anni senza ricarica, e nessuno ancora le vende sul serio.
I tempi veri dell’arrivo europeo
Orizzonte stimato: 1-2 anni per un roll-out europeo completo, se seguirà lo schema tipico SolarEdge (che ha una forte presenza in Italia già con altri prodotti).
A beneficiarne per primi saranno probabilmente gli installatori già partner SolarEdge, non il singolo che ordina online. Il limite vero non è tecnico: è la certificazione locale e la rete di distributori, che in Europa richiede mesi anche quando il prodotto è pronto.
Per ora, la batteria a incastro è solo una scheda tecnica in inglese. Il click c’è già: manca la presa italiana.
È sempre utile aggiungere che questo non è un articolo sponsorizzato, che non ci sono stati contatti tra me e l’azienda e che non ho ricevuto denaro, né omaggi, né alcuna altra forma di gratificazione per questa piccola notizia. Non ci sarebbe stato nulla di male, ma vi avrei avvisato.