Chi ha mai visto un biglietto del Concorde di British Airways, Londra Heathrow-New York JFK, del 1996? 7.995 dollari andata e ritorno, oggi, al cambio corrente, farebbe circa 7.350 euro. Un dettaglio da tenere sul tavolo mentre ora che si parla del TMS-10 supersonico, il velivolo passeggeri che la Cina sta portando alla fase di test più severa.
La promessa è di quelle che si ricordano: Pechino-Shanghai in 30 minuti. Il programma passa dalle simulazioni alle prove fisiche, con campagne in galleria del vento e verifiche strutturali sulla cellula. Niente prototipo in volo, per ora.
A quanto deve andare davvero il TMS-10 supersonico
Facciamo il conto che il comunicato non fa. Tra i due aeroporti, Pechino e Shanghai, ci sono circa 1.200 km in linea d’aria. Coprirli in 30 minuti significa una media di 2.400 km/h, cioè Mach 2,2 tenuti dal decollo all’atterraggio. È una roba che nessun aereo con passeggeri a bordo può fare perché salita, accelerazione, discesa e avvicinamento si mangiano facilmente dieci minuti buoni.
Tolti quelli, alla quota di crociera servono numeri intorno a Mach 3,5-4. Il Concorde volava a Mach 2,02. In 20 minuti di crociera reale bisogna quindi andare quasi al doppio della velocità di un aereo che consumava tre volte il carburante di un 747 per passeggero, e che è stato ritirato nel 2003 per ragioni economiche prima ancora che tecniche.
A quelle velocità il problema smette di essere l’aerodinamica e diventa il calore. La “pelle” dell’aereo supera i 300 gradi, e alluminio e compositi tradizionali non ci arrivano. Da qui le prove strutturali: si scalda, si raffredda, si guarda cosa cede.
Il rumore che nessuno ha ancora risolto
Il boom sonico è il motivo per cui il Concorde non ha mai potuto attraversare gli Stati Uniti volando sulle città. La Cina ha un vantaggio geografico ovvio: rotte interne lunghissime e un’autorità che decide in fretta cosa è tollerabile sopra le teste dei cittadini. Un vantaggio reale e non esportabile.
In Occidente il percorso è più tortuoso. Boom Supersonic ha fatto volare l’XB-1, primo supersonico dopo il Concorde, e Virgin Galactic aveva presentato un progetto a Mach 3 che non ha lasciato tracce. La stessa Boom oggi rivende il suo motore per alimentare data center AI. Un propulsore nato per i passeggeri che finisce a far girare server: succede, quando i conti del volo non tornano.
Da qui al primo passeggero a bordo
Forchetta realistica: 2038-2045. Gli ostacoli veri sono almeno due. Primo: materiali e sistemi di raffreddamento certificabili per voli ripetuti, non per un volo singolo. Secondo: la certificazione civile, che in Cina può essere rapida ma resta un muro per qualsiasi rotta internazionale.
Resta il fatto che la Cina investe su questa roba mentre altrove si smonta. Lo stesso vale per idee radicali come l’aereo supersonico a propulsione nucleare, rimaste sulla carta. Il Concorde è morto quando il biglietto ha smesso di avere senso, non quando l’aereo ha smesso di volare.
Ed è la domanda che porto a casa io, guardando quel cartoncino del 1996: se il TMS-10 supersonico un giorno decollerà davvero, quanto costerà il posto a bordo? E chi, oltre a chi sta già seduto in prima fila, avrà motivo di comprarlo?
