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Spazio

La NASA contraddice Musk: per Starship sulla Luna servono 22 lanci

Il deposito orbitale di Starship perde carburante e va ricaricato: per il comitato NASA 22 volte, per Musk da 6 a 8.

Il lander Starship HLS in piedi sulla superficie lunare, con la Terra piccola all'orizzonte. Starship
Illustrazione: SpaceX / NASA

Un serbatoio che orbita attorno alla Terra e perde carburante a poco a poco, un po’ come un gelato che si scioglie in tasca: è il deposito su cui poggia il piano di SpaceX per portare Starship fino alla Luna. Per tenerlo pieno bisogna mandargli incontro navi cisterna una dopo l’altra. Secondo Charlie Precourt, ex astronauta nel comitato di sicurezza della NASA, per la sola missione Artemis 4 servono circa 22 lanci di rifornimento. Musk, su X, ha risposto che ne bastano da 6 a 8.

L’occasione è stata la riunione trimestrale dell’Aerospace Safety Advisory Panel, il comitato che consiglia la NASA sulla sicurezza dei voli, giovedì 22 ottobre. Precourt ha volato su 4 missioni dello Space Shuttle, compresa la prima ad agganciarsi alla stazione russa Mir, nel 1995. Stando alla ricostruzione di Gizmodo, la cifra gli è scappata quasi di passaggio: «credo che l’ultima stima sia intorno ai 22 voli».

Come farà Starship a fare il pieno in orbita

Il lander lunare di SpaceX si chiama Starship HLS (Human Landing System): è il veicolo che porta gli astronauti dall’orbita lunare alla superficie. Può farlo soltanto se viene rifornito nello spazio. Serve quindi un deposito in orbita, dove i propellenti criogenici vengono conservati e rabboccati a mano a mano che evaporano. Criogenici vuol dire tenuti a temperature bassissime, così da restare liquidi. Quel deposito per ora non esiste, e Space Policy Online ricorda che nessuno ha ancora dimostrato il travaso di propellenti criogenici nello spazio.

Il test che dovrebbe provarlo, descritto dalla pagina di Wikipedia dedicata, comincia con una Starship lasciata in orbita come deposito. Dopo 3-4 settimane una seconda nave cisterna si aggancia e travasa metano liquido e ossigeno liquido, i due propellenti del veicolo. Era atteso per marzo 2025, poi per marzo 2026. Adesso la data è l’inizio del 2027, come ha annunciato SpaceX durante la presentazione dei conti riportata da Ars Technica.

Chi ha ragione sui voli cisterna di Starship

I numeri in circolazione sono più di uno e non coincidono. La pagina di Wikipedia parla di circa 10 voli cisterna per il lander. Michael Griffin, ex amministratore della NASA, davanti alla commissione Scienza della Camera americana li stimava l’anno scorso tra 10 e 20 per SpaceX. La cifra di Precourt sta appena sopra il massimo di Griffin, quella di Musk sotto il minimo.

La risposta di Musk è arrivata sotto il post con cui Eric Berger, senior space editor di Ars Technica, rilanciava la cifra su X. Per lui è troppo alta: il numero vero sarà da 6 a 8. In altre parole, la questione la dirimerà il test in orbita. Lì SpaceX misurerà quanto propellente evapora, e da quel dato si ricaverà il numero di cisterne necessarie.

Su queste pagine le date di Starship le seguiamo da un po’. Nel maggio 2025 ricordavamo che il veicolo doveva atterrare sulla Luna nel 2022 e che la NASA sperava di riportarci astronauti entro il 2024. A settembre raccontavamo l’annuncio del primo volo orbitale di Starship, con la finestra di lancio fissata alla settimana successiva. Il rifornimento in orbita viene dopo quel passo.

Quanto ci vuole per lanciare 22 cisterne di Starship

Musk ha detto di aspettarsi per Starship 1 lancio a settimana nella prima metà del 2027 e 2 a settimana nella seconda. Lo riporta Ars Technica, che ricorda quanto i suoi calendari siano di solito ottimisti. A conti fatti, 22 cisterne a 1 lancio a settimana occupano 22 settimane, poco più di 5 mesi. A 2 lanci a settimana ne bastano 11, e con 6-8 voli le settimane scendono a 6-8.

Il calcolo è nostro, a ritmo costante, e non tiene conto di guasti né di rinvii. Non conta nemmeno gli altri carichi. Nel 2027 SpaceX userà gli stessi razzi anche per i satelliti Starlink V3 e per i prototipi dei suoi centri dati orbitali. Se il ritmo settimanale arrivasse soltanto a metà 2027, tra luglio e l’inizio del 2028 resterebbero circa 26 settimane, e 22 andrebbero in cisterne.

Il tempo pesa anche in un altro modo, perché il carburante lasciato nel deposito evapora mentre aspetta le cisterne successive. Una fila lunga di lanci aumenta la perdita e, di conseguenza, il numero di viaggi da aggiungere. Il test di rifornimento è atteso per l’inizio del 2027. Il primo atterraggio senza equipaggio del lander è previsto per fine 2027, ha detto Kelvin Manning della NASA, secondo Space Policy Online. Artemis 4 viene subito dopo.

Cosa si è detto giovedì 22 ottobre

Fonte: riunione trimestrale dell’Aerospace Safety Advisory Panel della NASA, giovedì 22 ottobre 2026, raccontata da Gizmodo (Matthew Phelan, 26 ottobre 2026) e da Space Policy Online.

Dati chiave: Precourt ha riferito di circa 22 lanci per rifornire il lander e Musk ha risposto su X da 6 a 8. Artemis 4, il primo atterraggio con equipaggio, è fissata per l’inizio del 2028.

Cosa chiede il comitato prima di Artemis 4

Il comitato aprirà a breve una raccomandazione formale all’amministratore della NASA, Jared Isaacman. Chiede di riesaminare obiettivi ed eventualmente architettura di Artemis 4, per un approccio più equilibrato al rischio. Per ogni obiettivo di test, comprese le missioni dimostrative senza equipaggio dei fornitori, chiede un piano dettagliato di prove a terra e in volo.

Precourt ha ricordato che la NASA richiede un solo test senza equipaggio per verificare l’atterraggio del lander, seguito dal riavvio del motore. Per il decollo dalla superficie con ritorno in orbita lunare, invece, non è prevista alcuna dimostrazione. Sarà anche la prima volta che propellenti criogenici vengono usati sulla Luna, mentre le missioni Apollo ne usavano di altro tipo. E il polo sud lascia meno vie di abort di quante ne lasciassero gli Apollo. Isaacman, intanto, punta a riportare gli astronauti sulla superficie prima di gennaio 2029 e prima della Cina.

A febbraio contavamo 8 tra prove generali fallite e lanci cancellati fra Artemis I e Artemis II, tutti sul razzo SLS. Ad aprile Artemis II ha poi volato attorno alla Luna. Il conto di Starship deve ancora cominciare: per ora i voli di Starship che hanno rifornito un deposito in orbita sono 0. Tutte le cifre di questa storia, da 6 a 22, aspettano ancora il primo dato vero.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn