I ragni dormono davvero? Sì, e per la prima volta lo dimostra uno studio dell’Università di Bonn pubblicato su PNAS. Il sonno dei ragni ha una postura riconoscibile e perfino una fase simile a quella REM, con le zampe che si contraggono e si arricciano.
Il protagonista, l’ignoto Truman di questo show, è stato il Portia fimbriata, un ragno saltatore che di notte dorme a testa in giù su una piattaforma di seta.
Come hanno dimostrato il sonno dei ragni
Per stabilire che un animale dorme, i biologi coinvolti nello studio hanno controllato 5 condizioni di comportamento, visto che nessuno può chiedergli come ha riposato. In questo caso, lo studio firmato da Nadja Geiger, Daniela Rößler e altri 6 colleghi, ha verificato queste condizioni su un ragno filmato all’infrarosso.
Piccole tracce dello studio, poi leggerete quello intero se ci va: il ragno assume una postura tipica e resta quasi fermo, e serve uno stimolo più forte del normale per farlo reagire. Segue il ritmo del giorno e della notte e, dopo una notte “agitata”, recupera il sonno perso. I biologi lo chiamano rebound omeostatico, ed è proprio come quando noi dormiamo fino a tardi della domenica dopo una settimana di sveglie all’alba (ogni riferimento autobiografico è puramente casuale).
Per la soglia di risveglio gli autori hanno misurato i tempi di reazione a uno stimolo acustico, secondo il comunicato dell’Università di Bonn. Per il recupero, secondo ScienceAlert, di notte sono state introdotte 25 mosche della frutta vive nei recinti per disturbare il riposo del ragno (ecco: questa è crudeltà), e la notte dopo il comportamento simile al sonno REM è cresciuto di circa l’80%.
Cosa fa un ragno saltatore prima di andare a dormire
Si lava i denti, ovviamente. No, scherzo, ma fino a un certo punto: prima di coricarsi, infatti, il ragno passa parecchio tempo a pulirsi tutte e 8 le zampe, e i ricercatori lo paragonano proprio al lavarsi i denti. Poi si sistema a testa in giù sull’amaca, come chiamano la piattaforma di seta, e si immobilizza quasi del tutto.
Al mattino segue un’altra pulizia, e solo dopo comincia a occuparsi delle sue faccende da ragno. Se non mi facesse senso, mi sembrerebbe uno di famiglia. Tipo il cugino di Kafka.
La REM ragnesca: zampe che si arricciano e retine in movimento
Durante la notte il ragno alterna la quiete a una fase attiva, che ricorda il sonno REM dei vertebrati. Il REM (dall’inglese rapid eye movement) è la fase in cui, nell’uomo, gli occhi guizzano sotto le palpebre e arrivano i sogni più vividi.
Nella testa del ragno saltatore i tubi retinici, che normalmente si spostano per orientare lo sguardo, scattano in ogni direzione durante la loro fase REM, e le zampe si arricciano con sussulti simili a quelli di un cane che dorme.
Cosa dice lo studio sulla Portia
Pubblicazione: Nadja Geiger, Daniela C. Rößler e altri 6 autori, sul sonno di Portia fimbriata, pubblicato su PNAS (2026). DOI: 10.1073/pnas.2618030123.
Dati chiave: i ragni soddisfano i 5 criteri comportamentali del sonno e alternano 2 fasi, quiete e simile al REM, senza che sia stata misurata l’attività cerebrale.
A parte il sonno, i ragni sognano davvero? Cosa dicono gli autori
Geiger e Rößler definiscono il sogno un concetto umano, legato all’esperienza soggettiva, e preferiscono chiedersi se il sonno produca nei ragni degli schemi interni legati al comportamento da svegli.
Da REM alla parola «sogno» il passo è breve nei titoli e lungo in laboratorio. Le conclusioni poggiano sui video e il confronto con la vita in natura è rimandato, precisa il comunicato di Bonn.
Il comunicato e le sintesi di stampa non dicono quanti ragni siano stati osservati. Nel laboratorio di Kyoto di Yukiyasu Kamitani, raccontato su FP a dicembre 2025, la risonanza magnetica e un algoritmo hanno riconosciuto le categorie visive dei sogni umani nel 60-70% dei casi.
A maggio 2024 FP riportava la New York Declaration on Animal Consciousness, firmata da più di 100 ricercatori, che estendeva la coscienza a invertebrati come cefalopodi e insetti. I ragni sono aracnidi, ma il sonno a 2 fasi aggiunge un dato osservabile anche per loro.
Gli autori vogliono ora confrontare il sonno dei ragni tra molte specie, in laboratorio e in natura, per capire che effetto hanno su di loro il clima che cambia e la luce artificiale. Un ragno saltatore che dorme male sotto un lampione acceso tutta la notte, il giorno dopo, caccia con la stessa precisione di uno che ha riposato bene?
Si, lo so che sono domande che non vi fanno dormire.