L’emisfero destro del cervello comanda il lato sinistro del corpo (e il sinistro governa il destro) perché i circuiti nervosi più antichi dei vertebrati erano già incrociati. I circuiti arrivati dopo si sono costruiti sopra quello schema. È la tesi di Martin Wessendorf e Daniel Delie Wang, dell’Università del Minnesota, pubblicata a settembre 2026 su Frontiers in Neuroanatomy. L’articolo è un’ipotesi teorica che rilegge dati anatomici già noti, e il tema è tornato d’attualità oggi con un Q&A di Phys.org.
Cosa significa che l’emisfero destro comanda la sinistra
Ogni movimento volontario della mano sinistra parte dalla corteccia motoria dell’emisfero destro. Il tatto sentito sulla pelle del lato sinistro finisce invece nella corteccia sensoriale destra. Le fibre nervose attraversano la linea mediana, quella che divide il corpo in due metà speculari, in punti diversi del tronco encefalico e del midollo spinale, e il fenomeno si chiama decussazione, cioè incrocio.
Per questo un ictus nell’emisfero destro indebolisce di solito il braccio e la gamba sinistri. L’olfatto fa eccezione e resta sullo stesso lato. La vista si divide invece per campi visivi: ciò che sta a sinistra dello sguardo viene elaborato dall’emisfero destro.
Come la neocorteccia ha ereditato un cablaggio incrociato
Secondo Wessendorf e Wang, la neocorteccia (la parte più recente ed estesa della corteccia dei mammiferi) è comparsa in cervelli dove quasi tutti i grandi circuiti di movimento e di senso lavoravano già con il lato opposto del corpo. Essendo incrociata a sua volta, poteva agganciarsi direttamente a quei circuiti. Una corteccia cablata dallo stesso lato avrebbe richiesto di rimaneggiare tutti quelli più vecchi.
Tutto parte dalla vista: in tutti i vertebrati studiati il segnale di ciascun campo visivo raggiunge il tectum ottico del lato opposto, che nei mammiferi si chiama collicolo superiore. Lì forma una mappa punto per punto dell’ambiente. Da questa struttura scende la via tettospinale, che orienta il corpo verso uno stimolo improvviso. A quella si sono aggiunte la rubrospinale, che aiuta il controllo degli arti, e la corticospinale, che nell’uomo guida le dita. Un po’ come in un vecchio centralino telefonico, le linee nuove sono state innestate su quelle che esistevano già.
L’incrocio avrebbe quindi reso più facile costruire la neocorteccia, e gli autori lo trattano come un’eredità priva di vantaggi propri.
Le altre ipotesi sull’incrocio del cervello
Le teorie sul valore adattativo dell’incrocio risalgono almeno a Santiago Ramón y Cajal, e un consenso manca ancora. Interpellata da R. Douglas Fields per Quanta Magazine, la neuroscienziata Catherine Carr, dell’Università del Maryland, rispose “No good answer”.
Un’altra proposta porta la firma di Marc de Lussanet e Jan Osse, pubblicata nel 2012 su Animal Biology. Un antenato comune dei vertebrati si sarebbe ruotato di 90 gradi sul fianco sinistro. Le migrazioni compensatorie dei tessuti durante lo sviluppo avrebbero lasciato il proencefalo incrociato e invertito rispetto al resto del sistema nervoso. Il modello prevede un olfatto non incrociato, come si osserva davvero, e gli autori citano a sostegno lo sviluppo di zebrafish e pollo.
Le due scuole mettono da parte le spiegazioni funzionali, quelle che cercano un vantaggio nel controllo visivo e motorio. Si dividono sul meccanismo: cablaggio ereditato da una parte, torsione del corpo dall’altra. Anche la verifica ha un punto in comune: il gruppo del Minnesota indica come test i crani fossili dei pesci senza mascelle del Cambriano, e quello di Münster ammette che il record fossile è troppo scarso per decidere. Per ora nessuna delle due ha un reperto da mostrare.
Cosa dice l’archivio di Futuro Prossimo
A gennaio avevamo titolato che la coscienza animale è più antica dell’uomo, con 500 milioni di anni sul conto. Quell’epoca è vicina al Cambriano dei pesci senza mascelle citati da Wessendorf e Wang. Se la loro ipotesi regge, quegli animali avevano già il chiasma ottico e il tectum incrociati, quindi l’incrocio sarebbe comparso insieme ai primi vertebrati, ma finora nessuno lo ha dimostrato.
In un reparto di neurologia, quando un paziente alza a fatica il braccio sinistro, il primo sospetto cade sull’emisfero destro. L’incrocio funziona da mappa clinica da generazioni, e il motivo per cui il cervello è cablato così continua a non avere una risposta condivisa.
