Hot Pot Proteste in Italia: perché tir e studenti sono in piazza adesso

Società

Macché Fortnite e Roblox: stanno tornando le sale giochi

Dopo anni di giochi che non finiscono mai, la sala giochi si prende la rivincita: da Londra a Milano riaprono i locali con i cabinati.

Macché Fortnite e Roblox: stanno tornando le sale giochi
Foto: Dan Butler / Pexels

Il videogioco che non finisce mai, con i suoi aggiornamenti continui e i pass stagionali da completare, sta perdendo terreno davanti a un’idea vecchia di 50 anni: una partita breve, una moneta, un cabinato (il mobile con schermo e pulsanti delle vecchie sale giochi) e un amico accanto da battere. Il giornalista Will Freeman la chiama una rinascita silenziosa: a Milton Keynes Pixel Bunker sceglie i giochi come una libreria sceglie i libri.

Lo racconta Keith Stuart nella newsletter Pushing Buttons del Guardian (14 ottobre), partendo da un fatto che mi strappa un mezzo sorriso. Negli ultimi 5 anni i grandi editori hanno investito centinaia di milioni in giochi pantagruelici alla Fortnite e Roblox. Ne sono usciti flop come Concord e Mindseye.

Io sono del 1975, quindi ho fatto in tempo a vederle tutte. Prima i gettoni che sparivano nei cabinati del bar, poi il Commodore 64 del 1985, dove ogni caricamento era un atto di fede. L’Amiga arrivò con i dischetti da cambiare a metà livello, e le console in salotto promisero di liberarci dalle monete. Ogni passaggio ci ha tolto qualcosa. Una partita da un gettone aveva un pregio: finiva.

Perché la sala giochi torna proprio adesso

Stuart segnala giochi nuovi che parlano la lingua dell’arcade, come Ace Combat 8, dove si vola e si spara senza dover costruire una base aerea. Star Wars Galactic Racer ti riporta all’inizio della stagione se sbagli una gara, e Marvel Tōkon: Fighting Souls è un picchiaduro in 2D esigente. Quel picchiaduro mi ha rimandato a Marvel vs. Capcom del 1998 (il cabinato qui sotto) e ai palmi sudati di quando dietro di te qualcuno aspettava il turno.

Cabinati in fila in una sala giochi, con Marvel vs. Capcom in primo piano
Una fila di cabinati con Marvel vs. Capcom in primo piano. Foto: Corey Dupree / Pexels

Freeman paragona i nuovi locali alle librerie indipendenti e ai negozi di dischi. NQ Japan, in apertura a Soho (Londra), punta sui cabinati giapponesi d’importazione, e intorno crescono bar con coin-op e cocktail come Continue e NQ64. Chi preferisce giocare a casa trova Analogue ed Evercade, console di alto livello per cartucce originali e raccolte di titoli rari. Stuart ricorda le cartucce Neo Geo d’importazione a 100 sterline l’una e nota che oggi si spende per l’autenticità, come per i vinili e i DVD.

Arriverà anche in Europa?

In parte è già arrivata. A Milano il Bug Arcade Bar di via Magolfa, zona Navigli, è nato nell’estate 2019 con videogiochi vintage a gioco libero e birre artigianali. Nel 2026 è arrivato Playroom, in via Watt al Giambellino, con cabinati per picchiaduro accanto alla pizza.

Nei registri di settore, però, le aperture europee dei mesi scorsi raccontano altro. A Namur, in Belgio, Arcade Nation ha aperto ad aprile 2026 con circa 30 giochi, molti dei quali a premi (macchine che sputano biglietti da cambiare in peluche). Nella stessa città, dentro un cinema Pathé, un altro locale ha pochi videogiochi e punta tutto sui premi. A Badalona, in Spagna, la prima sede iberica di Twister Arcade segue la stessa strada, come si legge nei resoconti di marzo e di maggio di Retro Refurbs.

Un segnale affine lo avevamo incrociato nel retro computing: a giugno 2025 raccontammo l’acquisto del marchio Commodore da parte di una squadra di fan, con ex ingegneri dell’epoca d’oro. Il filo è quello della nostalgia che sta tornando protagonista, di cui abbiamo scritto ad agosto.

Scommessa firmata, 22 ottobre 2026: entro il 2028 la sala giochi curata resterà in Europa un fenomeno di poche grandi città, con Londra e Milano in testa. A frequentarla sarà soprattutto chi ha più di 35 anni e ricorda la fila al cabinato, mentre altrove continueranno a vincere i locali a premi per famiglie. Se sbaglio, ne riparleremo davanti a una partita a Street Fighter II.

La prova vera arriverà da un ragazzo di 15 anni che ha sempre avuto la partita pronta nel telefono. Accetterà di aspettare il suo turno davanti a un cabinato, in una sala giochi? Io, per la cronaca, in fila ci sto volentieri, con 2 gettoni in tasca.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn