Provate a chiedere a ChatGPT o a Perplexity quale azienda della vostra città fa il lavoro che fate voi. Se il vostro nome non compare nella risposta, il problema ha una sigla, GEO (generative engine optimization), e le strategie di GEO servono a risolverlo.
Strategie di GEO: perché la classifica di Google non basta più
Un motore di ricerca classico mostra dieci link e lascia scegliere a chi cerca. Un motore generativo legge molte pagine, ne ricava una risposta sola e cita soltanto alcune fonti. Chi non rientra tra quelle sparisce dalla conversazione, anche se in classifica tradizionale sta in prima pagina. Su queste pagine abbiamo raccontato come cambiano le ricerche online con l’intelligenza artificiale, e prima ancora il debutto di SearchGPT, la mossa con cui OpenAI sfidava Google. Oggi il lavoro consiste nell’offrire al modello una pagina che valga la pena citare. Servono abitudini diverse da quelle di chi ha sempre scritto per la classifica.
Cosa ha misurato lo studio che ha dato il nome al GEO
Il termine arriva da un articolo accademico di ricercatori di Princeton e dell’IIT di Delhi, presentato alla conferenza KDD di Barcellona nell’agosto 2024. Gli autori hanno ritoccato i testi in vari modi. Poi hanno contato quante volte i motori generativi citavano le pagine modificate, usando un insieme di domande preparato apposta per la prova. Citare fonti credibili e sostituire i giudizi vaghi con numeri ha fatto salire la visibilità fino al 40%.
Quel 40% è il tetto, raggiunto su un banco di prova costruito dagli stessi ricercatori. Su Perplexity il guadagno massimo è stato del 37%. Ripetere la parola chiave più volte (il vecchio trucco della SEO) non ha portato miglioramenti significativi. Nessun motore pubblica le regole con cui sceglie le fonti, perciò ogni ricetta resta una scommessa informata, da verificare sul proprio settore.
Quattro mosse per far citare il sito di un’azienda
La prima riguarda le domande vere dei clienti. Ogni domanda merita una pagina, con la risposta già nelle prime righe, così un modello la estrae senza fatica. La seconda sposta i numeri dove oggi ci sono gli aggettivi. “Consegniamo in 48 ore” pesa più di “consegne rapidissime”. Se il dato viene da un’indagine o da un ente, lo si cita con il suo link.
La terza guarda fuori dal sito: schede aziendali, recensioni, directory di settore e articoli di terzi, perché la risposta si costruisce anche con ciò che il web dice di voi. La quarta riguarda i dati strutturati (il codice schema.org), che dicono alle macchine chi siete e dove lavorate. Nessuna delle quattro richiede un budget da multinazionale. Tutte chiedono costanza: una pagina curata al mese, per un anno, vale più di cento pagine scritte in una settimana.
Quando conviene farsi affiancare da un’agenzia
Una piccola impresa che non ha il tempo di riscrivere il proprio sito può appoggiarsi a un’agenzia. Un esempio è Otto Web Services – strategie di GEO per le aziende, con sede a Roma. Lavora con piccole e medie imprese in Italia e all’estero su SEO e visibilità nelle risposte delle AI. Prima di firmare un contratto conviene chiedere come verrà misurato il risultato, visto che le citazioni dei motori generativi cambiano da una settimana all’altra.
Lo studio di Princeton e IIT Delhi sulla visibilità nei motori generativi
Pubblicazione: Pranjal Aggarwal e colleghi, “GEO: Generative Engine Optimization”, pubblicato negli atti della conferenza ACM SIGKDD (agosto 2024). DOI: 10.1145/3637528.3671900.
Dati chiave: visibilità aumentata fino al 40% con fonti citate e dati numerici, 37% al massimo su Perplexity, nessun beneficio significativo dalla sola ripetizione delle parole chiave.
Chiedete di nuovo a ChatGPT o a Perplexity quale azienda della vostra città fa il lavoro che fate voi, e annotate la risposta. Ripetete la domanda fra tre mesi: è il modo più economico per capire se le vostre strategie di GEO stanno funzionando.