Hot Pot Speciale Elezioni in Israele

Tecnologia

L’IA autoreplicante può vivere senza datacenter, dice Anthropic

Anthropic ha provato un'IA autoreplicante su 15 decoder da 50 euro: stima mesi, ma oggi nessun modello arriva in fondo.

Salotto con televisore spento, telecomando e smartphone sul tavolo. IA autoreplicante
Foto: Jakub Zerdzicki / Pexels

Sul mobile del salotto, accanto al televisore, c’è spesso un decoder Android da circa 50 euro, di una marca che nessuno ricorda. Secondo la Frontier Red Team di Anthropic (ricerca del 12 ottobre 2026), un’IA autoreplicante potrebbe presto vivere dentro apparecchi così. Il tempo stimato si conta in mesi.

Cosa ha provato Anthropic con 15 decoder Android

I ricercatori William Zhou e Daniel Freeman hanno comprato 15 decoder di marca sconosciuta, circa 50 euro l’uno. In tutto fanno circa 760 euro, e li hanno collegati perché lavorassero come un unico computer, come racconta The New Stack. Ogni apparecchio ospitava due strati di un modello linguistico da 26 miliardi di parametri.

Insieme producevano 0,39 token al secondo, cioè un frammento di parola ogni due secondi e mezzo circa. Per chi chatta sarebbe una tortura, ma un programma che lavora in silenzio e senza nessuno in attesa può accontentarsi di quel passo.

Cosa sa fare oggi un’IA autoreplicante piccola

Anthropic divide la replica in quattro passi: trovare i bersagli, entrare, far partire il modello sul nuovo apparecchio e ripartire da lì. Il lavoro si è concentrato sul terzo, perché i primi due sono pirateria informatica classica che i modelli piccoli, dicono i ricercatori, sanno già fare.

Il modello Qwen3.5-9B ha messo in piedi un server funzionante su 8 tipi di hardware su 9, dalle schede Nvidia ai Mac. Il modello GLM-5.2 ha completato l’intera catena in un test semplificato, raggiungendo tutti gli 8 nodi in 4 prove su 5. Il modello che chiude il percorso pesa troppo per un decoder, mentre i modelli leggeri si perdono per strada.

Al ritmo storico di crescita, entro fine 2026 i modelli piccoli raggiungerebbero GLM-5.2, e gli stessi ricercatori definiscono il calcolo approssimativo. Affiancare a Qwen3.5-9B il modello Opus 4.8 come consigliere non ha prodotto miglioramenti misurabili, perché i modelli piccoli spesso ignorano quali domande porre.

Quanto peserebbe una rete di decoder come Kimwolf

La botnet Kimwolf, rete di apparecchi violati e comandati a distanza, ha infettato oltre 2 milioni di dispositivi, soprattutto decoder Android. Con quella cifra Anthropic ha fatto un conto: ogni gruppo di 15 apparecchi regge una copia del modello. Ne uscirebbero circa 133.000 copie, con 80.000 token al secondo, quanto 40 GPU Nvidia H100.

Ogni installazione richiederebbe da 28 a 150 ore, a seconda del modello. Per dire, 2 milioni di decoder come quelli dei ricercatori valgono oltre 100 milioni di euro di hardware pagato da altri. Il proprietario del salotto, di solito, nemmeno lo sa.

Cosa obietta chi studia le botnet da vent’anni

Michael Bailey, del Georgia Tech, ha firmato lo studio su Mirai che Anthropic cita. Ha detto a Engadget che il test girava in una rete simulata, con un varco d’ingresso banale. Parlare di IA autoreplicante gli sembra improprio: una botnet reale installerebbe un piccolo strumento di coordinamento, senza copiarsi intera su ogni macchina.

Chris Canal di EquiStamp trova la data anticipata: lui avrebbe indicato l’estate 2027. The Register ha liquidato il rapporto come una minaccia che ancora non esiste, e Engadget ricorda che Anthropic ha appena depositato la richiesta di quotazione.

A dicembre 2021 raccontammo gli xenobot, robot biologici di cellule di rana che avevano imparato a riprodursi. Allora a replicarsi erano cellule in una piastra. Oggi a farlo sarebbe un modello su un decoder, e la parola si allarga ogni volta un po’ di più. L’intreccio tra IA e criminalità informatica, del resto, lo avevamo messo in fila già a febbraio 2025.

Le difese, curiosamente, hanno dieci anni. Nel caso Mirai, la quarantena imposta da un provider ai clienti infetti ha ripulito il 92% delle infezioni in 14 giorni. Anthropic propone la stessa ricetta e aggiunge una norma come quella britannica, che vieta le password predefinite sui dispositivi.

Il rapporto di Anthropic su modelli piccoli e dispositivi economici

Pubblicazione: William Zhou e Daniel Freeman, “AI models may be capable of self-replicating without access to a datacenter”, pubblicato sul sito di Anthropic (12 ottobre 2026).

Dati chiave: 15 decoder in cluster, 9 tipi di hardware provati. Qwen3.5-9B è riuscito su 8 di questi 9.

Nel frattempo il decoder da circa 50 euro sul mobile del salotto continua a trasmettere le partite. Vale la pena chiedersi da quanto tempo manca un aggiornamento di sicurezza, perché un’IA autoreplicante comincerebbe proprio da quella dimenticanza.