Al Padiglione 22 di EICMA, dove le MotoGP storiche dividono lo spazio con la Dakar, c’è anche una microcar elettrica da 80 km/h. Si chiama YOYO e la costruisce XEV, azienda torinese che nello stand B40 ha portato anche un piano industriale.
Il piano, che viene annunciato nei giorni di EICMA riservati a stampa e operatori (3 e 4 novembre), ha quattro punti. Il primo è un aumento di capitale da circa 8 milioni di euro, già deliberato dai soci. Un secondo aumento è previsto nel 2027. Il secondo punto è il polo industriale nell’area torinese: da inizio 2027 XEV vuole spostare lì, per fasi, la produzione dei veicoli destinati all’Europa e di componenti come scocche e sistemi batteria. Il terzo è la rete di vendita, con più ricambi nell’hub italiano. Il quarto è un nuovo veicolo in gamma entro la fine del 2027.
La cornice è l’edizione più grande mai ospitata a Fiera Milano Rho, con 754 espositori e 2.120 marchi da 52 Paesi. In quella folla XEV ha uno stand nel padiglione che ospita la mostra sulla storia della MotoGP, e per un’azienda che si definisce produttrice di microcar elettriche e digitali la vicinanza ha un suo sapore.
XEV, la microcar nata a Torino e costruita in Cina
XEV è nata a Torino nel 2018, con il design curato dal Politecnico e l’assemblaggio in Cina. La YOYO è arrivata in Italia a maggio 2021. Si guida dai 16 anni con la patente B1 e dichiara fino a 150 km di autonomia. La batteria si sostituisce invece di ricaricarsi: su quell’idea, nel 2022, Enjoy ha messo in flotta a Torino 100 esemplari, con 8 stazioni Eni per il cambio dei pacchi. Il modello di riferimento è la Citroën Ami, di cui scrivevamo già nel 2020, e di batterie intercambiabili sulle mini auto avevamo parlato raccontando Project X. Delle minicar in generale scrivevamo già nel 2024.
Nel novembre 2020 la stampa italiana la presentava a 6.500 euro. Oggi il listino della versione Standard, secondo AlVolante, segna 15.190 euro, cioè più del doppio di quanto si leggeva allora sui giornali.
Gli 8 milioni di XEV e il calendario del 2027
Nel comunicato l’aumento di capitale compare per primo e serve, parole di XEV, al «riequilibrio della struttura finanziaria». Il sostegno al piano industriale e commerciale viene dopo. Facciamo due conti: a listino Standard, 8 milioni di euro sono il prezzo di circa 530 YOYO.
Abbiamo chiesto se quei soldi fossero già tutti in cassa. La risposta di Giorgio Astesano, Deputy General Manager di XEV, è che l’operazione è stata deliberata dai soci e si trova in fase di sottoscrizione, con gli azionisti attuali e con nuovi investitori. Il secondo aumento, nel 2027, servirà a completare il piano di investimenti, e importo e partecipanti sono ancora in definizione.
Il calendario si concentra sul 2027. La produzione torinese parte a inizio anno, e il secondo aumento di capitale, quello che dovrebbe completare il piano di investimenti, arriva nel corso dello stesso 2027. Il nuovo veicolo è atteso entro dicembre. Nel frattempo le attività produttive in Cina continuano a servire i mercati extraeuropei.
XEV e la fabbrica di Torino: tutta l’Europa, per fasi
Le nostre domande sono passate dall’ufficio stampa di XEV e Astesano ha risposto per iscritto. L’obiettivo dichiarato è produrre a Torino «tutto il fabbisogno europeo», per fasi crescenti di volumi e di componenti localizzati.
L’assemblaggio di veicoli e scocche andrà nell’hinterland torinese. Il comunicato elencava anche i sistemi batteria. Sull’investimento Astesano parla di una cifra significativa, che per ora resta riservata insieme ai nomi dei partner industriali coinvolti: altri dettagli arriveranno più avanti.
Il nuovo veicolo L6 di XEV e chi ha già una YOYO
Il modello in arrivo entro la fine del 2027 sarà di categoria L6, quella dei quadricicli leggeri: 45 km/h al massimo e patente AM, che si prende da 14 anni. Servirà clienti privati e aziende, e secondo Astesano riprenderà i temi che hanno funzionato nella YOYO.
Per chi ha già una YOYO, la novità più vicina riguarda l’assistenza. XEV parla di una gestione diretta e più rapida del post-vendita, con più ricambi nell’hub centrale italiano e una rete rafforzata insieme ai distributori nazionali. Nel novembre 2020 Autoblog riferiva di una rete di concessionarie in ogni capoluogo di regione, ancora da costruire.
Chi passa dallo stand B40 trova la YOYO nello stesso padiglione delle MotoGP, e con i suoi 80 km/h in pista non vincerebbe niente. Però una casa nata a Torino che porta di nuovo il lavoro vicino a casa, dopo anni di assemblaggio in Cina, mi lascia addosso una certa nostalgia del futuro. Se il veicolo L6 del 2027 nascerà davvero nell’area torinese, a 45 km/h di limite di categoria, avrà fatto più strada di quanto dica il tachimetro, e XEV potrà raccontarlo con un’officina vera alle spalle.