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La scienza contro Google

Problemi in vista per il motore di ricerca più famoso e impiegato nel mondo, in quanto la comunità scientifica si è scagliata contro il colosso statunitense accusandolo di non essere neutrale nella propagazione dei risultati di ricerca e di proporre nella scala dei risultati solamente quelli commerciali, che spesso non fanno rima con risultati di qualità.

Molti sono i problemi che in questi giorni Big G deve affrontare, dalla denuncia di abuso di posizione dominante da parte della Comunità Europea, che vuole multare il colosso per 6 milioni di dollari, fino a questa bella patata bollente, che rischia di mobilitare gli utenti e quindi di allertare tutta la collettività che opera nel web.

Non si tratta solo di teorie, ma di una ricerca che Tim Wu, assieme ad un docente di Harvard e alla società Yelp ha condotto. Si tratta, nel dettaglio, di un’analisi comparativa che ha visto Google privilegiare con i suoi algoritmi i risultati che provenivano solamente da aziende, lasciando quindi da parte gli scritti accademici e i siti che sono fonte di informazione veritiera.

Tim Wu è un famoso scienziato, inventore del termine ‘net neutrality‘, ovvero del concetto di rete che non discrimina i risultati in base al pagamento di certe quote o alla scrittura degli articoli, ma che diffonde la conoscenza gratuitamente alla popolazione. Gli studiosi hanno quindi accusato Google di non pensare al welfare comune, ma di privilegiare solo chi paga e chi scrive con certe caratteristiche, peggiorando quindi la conoscenza delle persone e di conseguenza arrecando loro un danno morale.

Questo fatto interessa soprattutto le ricerche ‘vicine’ ovvero dove al termine viene indicato un luogo e dove Google va a nozze grazie al principio della geolocalizzazione. In questi casi la ricerca ha affermato che Google fornisce risultati a lui compiacenti nel 45% dei casi, tralasciando siti e fonti più importanti per concentrarsi su quelli che sono dotati di geolocalizzazione. Il risultato? Informazione di seconda mano agli utenti e blocco di arrivare alle letture più serie e vere, in quanto relegate molte pagine più in là della prima, dove notoriamente le persone si fermano prima di visitare un sito.