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Tecnologia

La scienza contro Google

Valeria Martalò 2 minuti di lettura

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Problemi in vista per il motore di ricerca più famoso e impiegato nel mondo, in quanto la comunità scientifica si è scagliata contro il colosso statunitense accusandolo di non essere neutrale nella propagazione dei risultati di ricerca e di proporre nella scala dei risultati solamente quelli commerciali, che spesso non fanno rima con risultati di qualità.

Molti sono i problemi che in questi giorni Big G deve affrontare, dalla denuncia di abuso di posizione dominante da parte della Comunità Europea, che vuole multare il colosso per 6 milioni di dollari, fino a questa bella patata bollente, che rischia di mobilitare gli utenti e quindi di allertare tutta la collettività che opera nel web.

Non si tratta solo di teorie, ma di una ricerca che Tim Wu, assieme ad un docente di Harvard e alla società Yelp ha condotto. Si tratta, nel dettaglio, di un’analisi comparativa che ha visto Google privilegiare con i suoi algoritmi i risultati che provenivano solamente da aziende, lasciando quindi da parte gli scritti accademici e i siti che sono fonte di informazione veritiera.

Tim Wu è un famoso scienziato, inventore del termine ‘net neutrality‘, ovvero del concetto di rete che non discrimina i risultati in base al pagamento di certe quote o alla scrittura degli articoli, ma che diffonde la conoscenza gratuitamente alla popolazione. Gli studiosi hanno quindi accusato Google di non pensare al welfare comune, ma di privilegiare solo chi paga e chi scrive con certe caratteristiche, peggiorando quindi la conoscenza delle persone e di conseguenza arrecando loro un danno morale.

Questo fatto interessa soprattutto le ricerche ‘vicine’ ovvero dove al termine viene indicato un luogo e dove Google va a nozze grazie al principio della geolocalizzazione. In questi casi la ricerca ha affermato che Google fornisce risultati a lui compiacenti nel 45% dei casi, tralasciando siti e fonti più importanti per concentrarsi su quelli che sono dotati di geolocalizzazione. Il risultato? Informazione di seconda mano agli utenti e blocco di arrivare alle letture più serie e vere, in quanto relegate molte pagine più in là della prima, dove notoriamente le persone si fermano prima di visitare un sito.

Valeria Martalò

Laureata in Filologia Classica, classe 1989, ama scrivere delle sue passioni e di ciò che la circonda. Le piace vivere in mezzo alla natura.