Un’infusione in vena, fatta una sola volta nella vita: dentro, nanoparticelle che portano istruzioni CRISPR fino al fegato, dove riscrivono un singolo gene. È quello che è successo a 15 persone al Cleveland Clinic Coordinating Center, negli USA, e un anno dopo i ricercatori sono tornati a controllare il sangue. Il colesterolo cattivo, in chi aveva ricevuto la dose più alta, era ancora giù.
Il trattamento si chiama CTX310 e punta a un gene preciso: ANGPTL3, una proteina epatica che regola come il corpo processa i grassi nel sangue. Alcune persone nascono con varianti che silenziano parzialmente questo gene: hanno un profilo lipidico più sano della media, senza aver mai preso una pillola. CTX310 riproduce artificialmente quella stessa variante genetica, con un’infusione al posto del “dono” ricevuto alla nascita.
Come funziona l’editing genetico sul colesterolo
Le nanoparticelle iniettate raggiungono gli epatociti, le cellule del fegato, e lì rilasciano le istruzioni CRISPR che disattivano il gene ANGPTL3. Meno proteina prodotta significa più capacità di smaltire i grassi circolanti, LDL e trigliceridi compresi. Non serve ripetere la dose ogni giorno o ogni mese: la modifica, una volta fatta, resta.
Nei quattro pazienti con la dose più alta, i livelli di ANGPTL3 sono scesi in media del 78,6%. Il colesterolo LDL è calato del 52,5%, i trigliceridi del 47,8%. A 12 mesi di distanza, quei numeri non sono tornati indietro: non è l’effetto immediato di un farmaco che si esaurisce, è una modifica che il corpo continua a portarsi dietro.

I partecipanti non erano pazienti qualunque, comunque. Avevano disturbi lipidici che non rispondevano alle statine né agli altri farmaci convenzionali. Per loro, un’infusione sola contro una vita di pillole quotidiane è già un cambio di paradigma, a prescindere da quanto la tecnologia si allargherà poi alla popolazione generale.
Aggiungo altre due cose, perché bisogna dire sempre tutto di questi studi, anche (soprattutto) quando le cose non quadrano. Uno dei 15 partecipanti allo studio è morto 179 giorni dopo il trattamento. I ricercatori hanno concluso che il decesso non fosse collegato a CTX310, ma il dato resta nella tabella. Ancora: i risultati più solidi, quel 52% che fa da titolo a tutta la storia, arrivano da appena quattro persone su quindici.
Lo studio in due numeri
Pubblicazione: Laffin et al., “CTX310 in Uncontrolled Hypercholesterolemia”, pubblicato su New England Journal of Medicine (2026).
Quanto manca prima che arrivi in farmacia
Almeno 7 anni, se tutto va come deve andare.
Serve una fase 1b più ampia, già partita su coorti separate per specifici disturbi lipidici, poi la fase 2 e la fase 3 su migliaia di pazienti prima di qualunque approvazione regolatoria.
A beneficiarne prima saranno le persone con disturbi genetici gravi che non rispondono alle statine, non il paziente medio con colesterolo lievemente alto. Senza contare che attualmente il costo di una terapia genica one-shot si misura in centinaia di migliaia di euro a dose.
Non è la prima volta che il colesterolo genetico incontra l’editing del DNA. Nel 2022 avevamo raccontato la terapia CRISPR contro la talassemia, altra modifica genica mirata già in fase clinica. E già nel 2023 il leposiran prometteva una dose all’anno contro il colesterolo genetico. CTX310 alza la posta: non una dose l’anno ma una dose e basta, si spera per sempre.
Curiosamente, nel 2021 avevamo già scritto di una terapia CRISPR che tagliava il colesterolo del 57% nei topi. Cinque anni dopo, lo stesso principio è passato dalle cavie ai primi 15 esseri umani, con un calo quasi identico. Il passaggio dal topo al paziente reale è sempre il tratto più lungo e incerto di ogni promessa scientifica. Qui, per una volta, sembra aver retto.
Restano quindici persone, un anno di follow-up, e un decesso che i ricercatori dicono non c’entri col trattamento. È abbastanza per dire che il colesterolo si può riscrivere, e non solo abbassare? Forse no.
Intanto, qualcosa che cinque anni fa viveva solo nel sangue di un topo oggi vive nel sangue di 14 persone che continuano a stare bene. Per ora, basta questo.
