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Scuole sostenibili: gli studenti misurano la CO2 dei loro istituti

Scuole sostenibili: Impronta Futura riparte e chiede alle superiori di misurare la CO2 del proprio istituto, dati alla mano.

Scuole sostenibili: gli studenti misurano la CO2 dei loro istituti

Quanta corrente può fare un corridoio di scuola nell’ora in cui entrano tutti? Se lo sono chiesti gli studenti di Saronno, dell’IPSIA Antonio Parma, mentre studiavano come rendere la loro una delle scuole sostenibili. La risposta è stata una proposta: rivestire i pavimenti con piastrelle piezoelettriche, che trasformano la pressione del piede in elettricità.

L’idea è uscita dalla prima edizione di Impronta Futura. Piccoli passi, grande impatto, un percorso gratuito per le scuole superiori. Il 20 ottobre le iscrizioni sono state riaperte per l’anno scolastico 2026-2027, con Fondazione Ambienta, Spaggiari e La Fabbrica Società Benefit a firmare il progetto.

Come si misurano le scuole sostenibili, fase per fase

Il percorso si divide in 3 fasi. Nella prima ogni classe calcola l’impronta di CO2 del proprio istituto, tra energia, rifiuti e mobilità, svolgendo 3 missioni sul sito del progetto. Nella seconda usa un simulatore per provare che cosa cambierebbe nelle emissioni. Nella terza può trasformare l’idea in un project work, valutando anche la fattibilità tecnica ed economica.

Per le classi c’è un conto pratico: 15 ore di Formazione Scuola-Lavoro certificate per chi completa l’analisi, altre 15 per chi arriva al project work. Il totale arriva a 30 ore. I lavori migliori vanno al concorso nazionale, con scadenza l’11 maggio 2027, e i docenti ricevono un kit digitale con una guida e una raccolta di schede e contenuti multimediali.

Un anno fa, alla partenza, i promotori motivavano il progetto con un vuoto: in Italia non esiste una rilevazione sistematica dell’impronta di carbonio delle scuole. I dati raccolti classe per classe dovevano servire a costruirne una mappa, come riportava Milano Finanza il 18 novembre 2025.

La seconda edizione riparte da lì, con i risultati della prima in mano.

Chi paga un percorso gratuito

La gratuità ha un indirizzo preciso. Angela Mencarelli, amministratrice di La Fabbrica, spiega a Orizzonte Scuola che i progetti didattici dell’azienda li finanziano altre aziende e le scuole non pagano. Nel 2023/2024, secondo la Relazione di Impatto 2024, hanno coinvolto 1,4 milioni di studenti e 15.000 istituti.

Angela Mencarelli, amministratrice di La Fabbrica, tra i promotori del percorso sulle scuole sostenibili Impronta Futura
Angela Mencarelli, amministratrice di La Fabbrica, tra i promotori del percorso sulle scuole sostenibili Impronta Futura

La Fabbrica fa parte dal 2024 del Gruppo Spaggiari Parma, nato nel 1926 e quindi nel suo secondo secolo. Il gruppo porta il digitale nelle scuole italiane, e tra le sue piattaforme c’è ClasseViva. Dal 2023 ha come investitore Ambienta SGR, un gestore di fondi europeo concentrato sulla sostenibilità ambientale.

Il primo nome nell’elenco dei promotori è Fondazione Ambienta, presieduta da Nino Tronchetti Provera. Il suo obiettivo dichiarato è far crescere nelle nuove generazioni comportamenti capaci di tenere insieme sviluppo industriale e cultura ambientale.

Quanta corrente fa un pavimento di scuola?

Nei dati della prima edizione, circa il 90% delle emissioni rilevate nel campione arriva dall’energia consumata dagli edifici. Circa il 70% delle scuole che hanno risposto scalda ancora a metano. Il comunicato non dice di quante scuole, né di quanti studenti, sia fatto quel campione.

Le piastrelle piezoelettriche di Saronno producono elettricità, e quanta lo racconta Ediltecnico. Una piastrella arriva fino a 7 watt per passo, che bastano per tenere acceso un lampione a LED per circa 30 secondi. In un’area pedonale molto battuta, con un passo ogni 4-10 secondi, l’articolo stima 2,1 Wh. Quei 2,1 Wh tengono accesa una stufetta da 1.000 watt per circa 7 secondi, una bazzecola, e per un’ora intera ne servirebbero circa 476. I conti sono miei, perché l’articolo non dice in quanto tempo si accumuli quell’energia: ovviamente “se sbaglio mi corrigerete”. Un passo produce pochi watt, un edificio scolastico ne consuma moltissimi.

Il costo, sempre secondo Ediltecnico, va da 500 a 2.750 euro a piastrella. La versione italiana, quella della startup Veranu, non è mai arrivata sul mercato perché mancavano i fondi per produrne abbastanza. Sul materiale, intanto, a febbraio avevamo raccontato il nylon piezoelettrico dell’RMIT University di Melbourne, che continua a produrre corrente anche dopo il passaggio di un’auto.

Era però un proof of concept da laboratorio, diciamo un livello 3-4 su 9. In altri termini: c’è parecchio lavoro da fare, dai.

Che cosa hanno trovato le classi nei loro edifici

Fonte: comunicato stampa del 20 ottobre 2026 di Fondazione Ambienta, Spaggiari e La Fabbrica Società Benefit, con le informazioni sul progetto su improntafutura.scuola.net.

Edifici: nel campione della prima edizione circa il 90% delle emissioni rilevate arriva dall’energia consumata. Tra le scuole che hanno dato informazioni su impianti e immobili, circa il 70% scalda ancora a metano e il 20% usa pompe di calore. Il cappotto termico c’è nel 18% dei casi, gli infissi ad alta efficienza nel 25%.

Tragitti e materiali: bus, tram, metropolitana e treno hanno coperto circa il 35% dei chilometri casa-scuola, l’auto privata circa il 30% e le elettriche o ibride plug-in il 7%. La carta pesa in media circa il 60% degli strumenti usati per studiare e lavorare in classe.

Dalle misure ai progetti: termocamere, app e libri

Altri progetti partono direttamente dalla misura. All’ISIS Alfonso Casanova di Napoli, la mia città, gli studenti hanno ricostruito l’edificio in digitale e usato una termocamera per mappare le dispersioni di energia. Da lì hanno ipotizzato interventi di efficientamento.

Altre cifre degne di nota? Non so: ad esempio, sui tragitti casa-scuola, nella prima edizione, bus, tram, metropolitana e treno hanno coperto circa il 35% dei chilometri e l’auto privata circa il 30%. Il comunicato non specifica il resto. Da quei numeri è nata a Saronno EcoMove, un’app che unisce car pooling tra famiglie e bike sharing scolastico, con un cruscotto per la CO2 risparmiata. Sul peso del digitale nella mobilità, nel 2021 avevamo raccontato lo studio tedesco di Bitkom. Il risparmio stimato era di 25 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030, il 7% di quello pianificato in Germania.

La carta pesa in media circa il 60% degli strumenti usati in classe. All’Istituto Gastaldi-Abba di Genova hanno proposto una libreria del riuso per rimettere in circolo libri e quaderni ancora buoni. Al Collegio Bianconi di Monza è nata la figura del referente ambientale di classe. Nicola de Cesare, CEO di Spaggiari, riassume il metodo così:

«Misurare significa prima di tutto conoscere».

Il corridoio di Saronno resta, per ora, una proposta su carta, con piastrelle che costano da 500 a 2.750 euro l’una. Le prossime scuole sostenibili hanno tempo fino all’11 maggio 2027 per consegnare le loro. Confido in voi, ragazzi, per un futuro che di verde non abbia solo il colore! Forza.