Nella vetrina di un negozio c’è un’amica artificiale ferma come un manichino, con lo sguardo rivolto alla strada: è la protagonista del film Klara e il Sole. Si chiama Klara, funziona a energia solare e aspetta da molto tempo che qualcuno la scelga. Intanto guarda la strada e si è convinta che il Sole sia una divinità che vive in un fienile e risponde alle preghiere, e lo pregherà ancora quando una madre la porterà a casa per tenere compagnia a Josie, una figlia malata. Il film è di Taika Waititi, ha Jenna Ortega nel ruolo di Klara e arriva nelle sale italiane il 22 ottobre.
Klara e il Sole: da quale libro viene e chi lo interpreta
Il romanzo è di Kazuo Ishiguro, Nobel per la Letteratura, uscito nel 2021 e pubblicato in Italia da Einaudi. La sceneggiatura porta la firma di Waititi e di Dahvi Waller, che viene da Mad Men. Accanto a Ortega recitano Amy Adams (Chrissie, la madre di Josie), Mia Tharia (Josie), Aran Murphy (Rick) e Steve Buscemi.
Nel cast c’è anche Natasha Lyonne, che mi è simpaticissima e che sto ammirando in Poker Face.
Waititi, quello di Jojo Rabbit, ci mette i suoi colori accesi e il suo umorismo storto, con una storia più seria sotto. Il critico di Digital Trends gli ha dato 3 stelle e lo giudica il suo film il migliore dai tempi di Jojo Rabbit. Lo descrive come un Mago di Oz che incontra Blade Runner. Magari anche un po’ meno, dai, ma mi incuriosisce comunque.
Regia, musiche e date di uscita
Il film: regia di Taika Waititi, sceneggiatura di Waititi e Dahvi Waller dal romanzo di Kazuo Ishiguro, musiche di Michael Giacchino.
Uscita: nelle sale italiane dal 22 ottobre con Eagle Pictures, negli Stati Uniti dal 23 ottobre. La scheda completa è su MYmovies.
Un robot scartato perché troppo umano
Klara parte da zero: è una specie di bambina dentro un corpo da robot, che dell’esterno del negozio sa poco e impara girando. Per chi deve comprarla, il guaio è il suo carattere: un modello attempato, ritirato perché giudicato troppo umano e troppo empatico. Chrissie all’inizio non la vorrebbe, visto che preferisce una versione più avanzata. Il difetto di Klara è l’empatia, e il listino lo chiama obsolescenza.
Intorno a lei la paura di essere rimpiazzati prende forme diverse. La governante Melania, interpretata da Rachel House, la detesta appena arriva in casa. Josie, sempre più malata, vede la madre e il fidanzato Rick passare il tempo con una macchina che imita voce e gesti di chiunque. Chrissie, perfezionista, ha provato a rendere la figlia competitiva con le macchine attraverso il “lifting” genetico, e la procedura la logora. Per Digital Trends il pericolo del film sta in una società che pretende la perfezione, e la macchina è l’unica che continua a offrire affetto.
Il film sull’IA che è rimasto 2 anni nel cassetto
Il tema è di questi mesi, il percorso del film un po’ meno. Finite le riprese nel 2024, Klara e il Sole è rimasto fermo per più di 2 anni, finché Sony lo ha tirato fuori dallo scaffale. Al montaggio sono sparite le scene di Simon Baker, che doveva essere il padre di Josie. Dopo il BFI London Film Festival e la Festa del Cinema di Roma, secondo la scheda di Wikipedia, le reazioni della critica sono state in gran parte negative.
Per me, alla fine, quello che il film fa succedere agli umani è il classico “monito”. Perchè, se ci pensate (e dopo averlo visto capirete perchè, non vi spoilero) fuori dal film succede lo stesso: le aziende scelgono l’IA perché è più veloce e chiedono ai dipendenti di starle dietro. Il film mostra chi mette in gara chi. A gennaio 2020 raccontavamo che il futuro somigliava al film Lei, e l’amica artificiale era una voce nelle cuffie. Oggi ha un corpo, come Ballie, la palla robot da compagnia che Samsung preparava nel 2025, e un posto in salotto.
Sta tutto in quella vetrina: un modello vecchio, un po’ troppo affettuoso, che guarda il Sole mentre i passanti ne scelgono uno più recente. Klara e il Sole, in sala da oggi, ci lascia dall’altra parte del vetro.