In una biblioteca silenziosa qualcuno siede davanti al portatile con un paio di occhiali addosso, muove appena le labbra e sullo schermo compare una frase intera. Nessuna tastiera sotto le dita, nessuna voce nell’aria. Gli occhiali sono di Subvocal, una startup americana, e usano un piccolo radar (lo stesso principio che misura la velocità delle auto) che manda segnali attraverso il viso e osserva come rimbalzano sui muscoli della bocca, mentre un modello di intelligenza artificiale trasforma quei rimbalzi in parole scritte.
Come fanno gli occhiali Subvocal a leggere una frase senza voce
Digital Trends la mette così: la tastiera è sempre stata il collo di bottiglia tra ciò che pensiamo e ciò che il computer riceve. I programmi di dettatura come Wispr Flow hanno aiutato molto, perché trasformano la voce in testo in pochi secondi. Costringono però a ciarlare davanti ai colleghi, e in un ufficio aperto o in una biblioteca il vicino di scrivania se ne accorge subito. Gli occhiali tolgono il suono dall’equazione: il radar legge i muscoli di chi mima le parole, e a bordo non c’è nessuna telecamera.
Chi li indossa deve comunque articolare le parole con la bocca, anche senza emettere un fiato. Nel post che annuncia il finanziamento, la promessa è la velocità del parlato senza emettere un suono e senza toccare una tastiera. L’azienda li propone per scrivere messaggi e appunti e per dialogare con gli assistenti di intelligenza artificiale. Più ambiziosa è l’idea di due persone con gli occhiali che si parlano da un capo all’altro di una stanza affollata, senza che nessuno intorno senta niente.
Nel maggio 2022 vi avevo presentato Voicee, occhiali che proiettano sulla lente i sottotitoli del parlato per chi ha problemi di udito. Lì il testo arrivava dalla voce degli altri, mentre qui parte da una voce che nessuno sente.
Le 200 parole al minuto di Subvocal accanto ai record dell’archivio
La velocità è quella dichiarata dall’azienda e, come riporta Digital Trends, nessuno all’esterno l’ha ancora verificata. Per capire di che cosa si parla aiuta guardare quello che avevamo raccontato su queste pagine. Nel gennaio 2023 il record delle interfacce cervello-computer era di 62 parole al minuto, decodificate dal cervello di una paziente con SLA grazie a un impianto. Il tasso di errore restava al 20%.
Nell’ottobre 2025 era toccato ad AlterEgo del MIT, che usa 7 elettrodi appoggiati sul viso e sulla gola per captare i segnali dei muscoli. L’intervento chirurgico non serve, e la precisione dichiarata stava intorno al 90%.
Subvocal dichiara 200 parole al minuto, più del triplo del record di Stanford. Nei due casi dell’archivio la percentuale di errore sta scritta accanto alla velocità, mentre per gli occhiali la presentazione di cui riferisce Digital Trends cita soltanto la prima.
Quanto costano gli occhiali Subvocal e quando arrivano
Il prezzo di lancio, a tariffa early bird, è di circa 459 euro. Per ora si versa soltanto un deposito rimborsabile di circa 183 euro, e il saldo di circa 276 euro arriva più avanti. Le lenti da vista costano a parte e le spedizioni sono previste nel primo trimestre del 2027, con le prenotazioni aperte negli Stati Uniti.
La startup ha raccolto circa 1,2 milioni di euro da Y Combinator e Afore Capital, e gli occhiali sono ancora in fase di sviluppo. Resta da capire come se la caveranno con accenti e parole insolite, una domanda che Digital Trends si pone e che in Italia pesa parecchio. Tra Bolzano e Palermo cambia perfino il modo di muovere le labbra per dire buongiorno.
In biblioteca il silenzio è il regalo che chi scrive fa a chi legge. Gli occhiali di Subvocal promettono di farlo davvero, e toccherà a qualcuno diverso dall’azienda contare le 200 parole al minuto.
