Hot Pot Dentro la Tesla Roadster c’è una tecnologia che non riguarda le auto

Scoperte

Turchia, scoperta enorme città sotterranea

Fatte le debite proporzioni, la scoperta in Turchia potrebbe portare alla luce una piccola “Pompei bizantina”.

F13F5833 8926 4BC2 9A35 65C5E271181A
F13F5833 8926 4BC2 9A35 65C5E271181A

In Turchia è stata scoperta un’antica città sotterranea grande quasi 30 ettari, che si ritiene sia stata fondata da ebrei e cristiani perseguitati: potrebbe aver ospitato circa 70.000 cittadini.

Gli operai hanno scoperto quella che sembrava una piccola grotta durante i lavori di restauro delle case vicine a Midyat, la città più a sud-est della Turchia, nel 2020. La metropoli turca, peraltro, è spesso considerata come una sorta di museo a cielo aperto proprio perché è piena di antichi edifici in pietra.

Le analisi preliminari appena terminate suggeriscono che in realtà non si trattava di una piccola grotta ma molto, molto di più. È un vero e proprio labirinto di tunnel, silos, camere, persino spazi religiosi.

Una ‘patria’ sotterranea in Turchia

Solo il 5% dell’intera area è stato già mappato durante gli scavi (avviati e ripresi a singhiozzo causa Covid). Gani Tarkan, direttore del Museo Mardin di Midyat, fa sapere che il nome assegnato al luogo è “Matiate”, che significa patria in antico assiro.

In questo 5% già mappato, come detto, si contano dozzine di silos per la conservazione di grano, olio d’oliva, vino e altri prodotti alimentari. I manufatti non si limitano allo stoccaggio. Sul sito si trovano anche attrezzature per la produzione di vino e olio d’oliva, monete e lampade. E prove che l’area in Turchia aveva iniziato a un certo punto ad essere utilizzata come catacomba, forse durante il periodo bizantino.

Turchia

In alto, sul soffitto a volta in pietra di una camera, gli archeologi hanno trovato la Stella di David incisa nel muro, e altre incisioni (tra cui figure umane) nelle vicinanze.

Tarkan è certo che Matiate sia la più grande città sotterranea della Turchia: una volta portati a termine, i grandi lavori archeologici appena avviati trasformeranno l’intera località e porteranno alla luce una vera e propria “macchina del tempo”.

Fatte le debite proporzioni, una piccola ”Pompei bizantina”.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn