Su Phobos, una luna di Marte larga appena 22 km, la gravità è così debole che un rover da 25 chili pesa meno di qualche decina di graffette. Il rover si chiama Idefix, lo hanno costruito i francesi e i tedeschi, e nel 2029 verrà calato sulla superficie dalla sonda giapponese MMX.
La sonda partirà domani, lunedì 19 ottobre, alle 21:41 (ora italiana) dal centro spaziale di Tanegashima per prelevare almeno 10 grammi di suolo, meno di un cucchiaio di zucchero, e riportarli sulla Terra nel 2031. E farà la storia a suo modo. Anzi, l’ha già fatta.
Perché un campione da Phobos è una prima volta
Finora nessuna sonda ha riportato sulla Terra un pezzo di una luna di Marte. L’ultima a provarci, la russa Phobos-Grunt, nel 2011 non è nemmeno uscita dall’orbita terrestre. Se MMX ce la fa, sarà secondo la JAXA la prima andata e ritorno completa dal sistema di Marte. Per il Giappone, che con la sonda Nozomi lanciata nel 1998 non riuscì mai a entrare in orbita attorno al pianeta, sarebbe anche un riscatto lungo 28 anni.
Il campione serve a chiudere una discussione aperta da decenni. Phobos e Deimos sono asteroidi catturati da Marte, oppure nascono dai detriti di un antico impatto sul pianeta? Le sonde in orbita hanno mostrato crateri e solchi, come nella foto qui sotto, ma non chiariscono da dove venga questa luna.
Come si raccoglie polvere su un sasso senza peso
MMX ha un carotatore che scava e un campionatore pneumatico per la polvere fine, e secondo la DLR ramazzeranno due zone diverse della luna. La scelta dei due punti arriverà dopo tre anni di osservazioni, anche grazie a MEGANE, uno strumento della NASA che misura gli elementi chimici di Phobos.
Dieci grammi, cinque anni e qualche rinvio
Dieci grammi sono pochi, ma nessuno li ha riportati da una luna di Marte. Per farsi un’idea, Hayabusa2 ha riportato nel 2020 5,4 grammi da Ryugu, mentre OSIRIS-REx ne ha portati 121,6 da Bennu nel 2023. MMX punta quindi a quasi il doppio del primo e a circa un dodicesimo del secondo.
Intanto il calendario si è allungato di 2 anni, sia all’andata sia al ritorno. Quando la JAXA ha dato il via allo sviluppo, nel febbraio 2020, il lancio era previsto per il 2024 e il ritorno per il 2029. Oggi si parte nel 2026 e si torna nel 2031, con riserva fino al 7 novembre se lunedì qualcosa andasse storto. Sull’atterraggio le agenzie partner non coincidono: la NASA parla di campionamento non prima di dicembre 2028, l’ESA del 2030.
La Cina, scrive Inspenet, vuole riportare campioni dalla superficie di Marte verso il 2031 con Tianwen-3. A settembre avevamo già raccontato questa missione, con la stessa data di lancio e un atterraggio non prima del 2029. Dicembre 2028, secondo la NASA, ci costringe a una piccola correzione.
MMX in date e numeri, con chi li ha dati
Missione: guidata dalla JAXA con NASA, ESA, CNES e DLR, lancio con razzo H3 da Tanegashima alle 04:41 del 20 ottobre in Giappone, riserva fino al 7 novembre.
Tappe: arrivo a Marte nell’agosto 2027 (NASA), Idefix su Phobos nel 2029, ritorno nel 2031 con capsula nel Woomera Prohibited Area (ESA). Campione di almeno 10 grammi (DLR), sonda da circa 4.200 kg con il carburante (ESA).
Se tutto va come previsto, nel 2031 una capsula atterrerà nel deserto di Woomera, in Australia, con dentro almeno 10 grammi di Phobos. Cinque anni di viaggio, per un pugno di polvere che cambierà parecchie cose.